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SATURNIA
Saturnia Saturnia
Saturnia sorge tra le colline dell’entroterra della Maremma grossetana, sulla cima di un promontorio, a dominio delle sorgenti termali di acqua sulfurea che l’hanno resa famosa in tutto il mondo.
Considerata una delle zone più affascinanti della Maremma toscana, il borgo ha origini molto antiche che si perdono nella storia e che sembrano risalire ancora prima dell'arrivo degli etruschi. Saturnia si trova infatti in una zona interessata da insediamenti umani almeno dal XII secolo a.C., ossia dall’era tardo Villanoviana. A questo periodo risalgono le mura cittadine e la necropoli del Puntone. Più tardi fu centro romano, di cui restano oggi ruderi di edifici, tratti di mura e parti di un complesso termale romano. Nel 1216 Saturnia fu possedimento degli Aldobrandeschi, prima di passare nelle mani dei senesi nel 1410. Crollato il dominio senese il paese venne sottomesso, nel 1559, alla giurisdizione di Cosimo I dei Medici e nel 1787 venne inglobata nella Comunità di Manciano.
Oggi della vecchia struttura medioevale restano frammenti di mura, la Porta Romana, restaurata sia in epoca medievale che rinascimentale, la rocca, sita al di sopra di Porta Romana e attualmente trasformata in residenza privata. Sui ruderi del "castellum aquarum" si alza invece il cassero medievale, ristrutturato dai senesi nel 1419. Degna di nota è anche la chiesa di Santa Maria Maddalena, eretta nel Medioevo e ristrutturata nella prima metà del XX secolo. La sua prima menzione scritta risale al 1188, anche se l’aspetto attuale dell’edificio è frutto di un profondo restauro realizzato nel 1933. Al suo interno conserva preziose opere d'arte, appartenenti a distinti periodi storici. Degna di nota è la tela con la Madonna col Bambino fra San Sebastiano e Santa Maria Maddalena, opera realizzata da Benvenuto di Giovanni, verso la fine del XV secolo. Interessanti sono inoltre due croci lignee astili risalenti al XVIII secolo e una coppia di angeli in legno intagliato e dipinto. Da segnalare è inoltre il tabernacolo ligneo, arrecante le figure di Santa Chiara e Sant'Elisabetta d'Ungheria.
Merita una visita il Museo Archeologico, nelle cui sale è allestita la Collezione Ciacci, fatta di oggetti, reperti e utensili ritrovati nelle necropoli vicine alla cittadina, lungo le valli dell'Albegna e del Fiora e nel territorio tra Sovana e Pitigliano.
Nella valle sottostante, verso Montemerano, sorgono infine le Terme di Saturnia.

Fotografia: Kim Scott-Olson

Per approfondire:
Rocca aldobrandesca di Saturnia
Le mura e la Porta Romana di Saturnia
Museo Archeologico di Saturnia
Terme di Saturnia
Borghi di Manciano



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